Perchè Barbablù?

L’Associazione Culturale decide di acquisire il nome di una delle più classiche fiabe di Perrault.

Con questo atto costitutivo, l’Associazione intende manifestare la propria adesione ad una Letteratura per l’Infanzia che, abbandonate stucchevolezze e riduttive edulcorazioni, si fa complessa e portatrice di significati.

Una Letteratura che non parodizza le leggende, non capovolge il senso delle favole, poiché crede in un lettore-ragazzo coraggioso e pensante, in grado, per dirla con le parole del Prof. Antonio Faeti, di accettare l’avventura che ogni libro propone, capace di scrutare anche negli angoli su cui, per solito, gli occhi dei più vorrebbero volgere distratti.

L’intento è quello di offrire ai ragazzi una profonda onestà dell’operare riferendosi pure, dove necessario,  a un fantastico insidioso, che disturba, contravviene, distrugge, lascia sgomenti, contro un fantastico istituzionalizzato e da partito preso.

Barbablù è una figura scomoda della Letteratura. La “lotta intellettuale” con personaggi di questo tipo non è mai facile, perché è lotta contro l’ambiguità, contro la parte più oscura dell’esistenza, quella che non è fatta di linee nette, ma di sfocati contorni.

E questa è la criticità che l’Associazione Culturale si propone di portare con sè. Un approccio al libro problematico, una ricerca mai quieta, una curiosità di sguardo che vuole provare a scavare nell’immaginario librario e a trovarne il cuore.

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